14/08/11
Tvrtko Buric alla 44
Tvrtko Burich è un giovane artista croato, laureato a Genova come architetto e designer.
La concezione delle opere di Tvrtko Buric è legata al contesto della produzione e il consumo delle immagini, dei prodotti di massa, delle strategie comunicative della pubblicità, dei modelli di vita standardizzati.
Ha realizzato diverse opere anche di grandi dimensioni in questo primo laboratorio estivo inaugurato dall'associazione culturale Galleria Studio 44.
il sito di Tvrtko Buric
Leonard Sherifi alla 44
Leonard Sherifi è un giovane artista di origine albanese che vive e lavora a Genova dopo aver completato i suoi studi alla Accademia di Belle Arti di Genova.
I suoi dipinti sono potenti e vi invitiamo a vederli di persona.
Ha realizzato diverse opere anche di grandi dimensioni in questo primo laboratorio estivo inaugurato dall'associazione culturale Galleria Studio 44.
Il sito di Leonard Sherifi
30/07/11
Tvrtko Buric e Leonard Sherifi - Laboratorio alla 44
Questa estate la Galleria Studio 44 vive di un interessantissimo laboratorio d'arte.
Tvrtko Buric, Croato e Leonard Sherifi, Albanese, creano nuovi dipinti per la loro grande mostra a Palazzo Ducale.
Non mancate di seguire questi due artisti su questo blog! Ve ne presenteremo presto percorsi e opere.
30/06/11
Paolo Saccheri
Paolo Saccheri esprime attraverso la sua fotografia una grande e inesauribile curiosità verso ciò che
lo circonda. Le immagini che coglie sono
spesso legate alla scena sociale, alla vita altrui cercando di mettere
in luce nelle persone e nelle cose aspetti marginali visibili attraverso
segni, e non simboli, che lascino aperta la loro interpretazione. Il tentativo è di mostrare con rispetto la variabilità di ciò che valutiamo difforme o conforme ai nostri canoni.
L'obiettivo è di allargare lo spettro delle visioni dello spettatore con una prospettiva diversa degli elementi e degli eventi che quotidianamente lo circondano. Dischiudere allo sguardo attento una realtà complessa che si cela dietro a tratti fotografici semplici. Fare conoscere relazioni nuove tra (o con) i personaggi o le cose che popolano le sue fotografie che parlano di quotidianità.
Nelle sue fotografie non c’è messa in posa o costruzione degli
elementi che la compongono perché esse stesse traggono ragion d’essere
da quei dettagli che la vita ci propone.
Con immagini in forma di Polaroid propone "Promemoria in caso di smarrimento", uno sguardo su quella sensazione, nelle relazioni e nelle individualità, che si rivela osservando dettagli o segni di mancanza indefinita. Mette così al centro un certo vissuto contemporaneo attraverso una forma (quella della Polaroid appunto) che necessita maggiore attenzione e nel contempo ne alleggerisce le sensazioni.
Il sito web di Paolo Saccheri
L'obiettivo è di allargare lo spettro delle visioni dello spettatore con una prospettiva diversa degli elementi e degli eventi che quotidianamente lo circondano. Dischiudere allo sguardo attento una realtà complessa che si cela dietro a tratti fotografici semplici. Fare conoscere relazioni nuove tra (o con) i personaggi o le cose che popolano le sue fotografie che parlano di quotidianità.
Nelle sue fotografie non c’è messa in posa o costruzione degli
elementi che la compongono perché esse stesse traggono ragion d’essere
da quei dettagli che la vita ci propone.Con immagini in forma di Polaroid propone "Promemoria in caso di smarrimento", uno sguardo su quella sensazione, nelle relazioni e nelle individualità, che si rivela osservando dettagli o segni di mancanza indefinita. Mette così al centro un certo vissuto contemporaneo attraverso una forma (quella della Polaroid appunto) che necessita maggiore attenzione e nel contempo ne alleggerisce le sensazioni.
Il sito web di Paolo Saccheri
Lino di Vinci
Lino Di Vinci, laureato presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, esercita da molti anni l'attività artistica a livello professionale.
Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia (Milano, Torino, Roma, Genova, Bologna, Firenze, ecc.) e all’estero (Tokyo, Parigi, Berlino, Gand, Nizza, Lugano, Londra,ecc.).
Da alcuni anni l’attività artistica procede in parallelo al percorso di art designer favorendo contaminazioni creative tra i due mondi e accorciando la distanza tra arte e quotidiano.
“(…) Di Vinci parte ogni volta da leggeri segni graffiati, di norma in chiaro su fondi più scuri, per dare vita a visioni di un fluido inframondo brulicante di forme di vita elementari ma non banali, immerse in misteriose attività danzanti. E, per via dei ritmi e dei rimandi interni alle rispettive composizioni figurative, è leggibile in tutto ciò una chiara sottotraccia musicale, forse minimalista, forse psichedelica. (…)”. Ferruccio Giromini
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29/06/11
Alfredo Zamorica
Dal 1970 Alfredo Zamorica (Genova 1947) lavora su diversi materiali, alcuni tipici della scultura tradizionale come marmo, legno, ferro, altri raccolti e assemblati; in queste composizioni l’artista interviene con fuoco, aria calda, chiodi ed altri strumenti. Una ricerca volta a ricondurre il contemporaneo alla sua cellula generatrice, unità fra l’antico, il primitivo e il moderno, impulso a elaborare e ricomporre reperti urbani e naturali. Promiscuità fra materiali arcaici e industriali che nasce spesso da oggetti diventati rifiuti, frammenti scartati e apparentemente morti, ai quali il lavoro di Zamorica ridona dignità. (Luca Bochicchio).
26/06/11
Maya Zignone
Nata a Genova, si diploma al liceo Artistico e frequenta per un periodo l’Accademia di Belle Arti, specializzandosi successivamente in ceramica a Faenza e in grafica e comunicazione visiva a Milano e Genova.
Dal 2002 è impegnata in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio.
La multimedialità diventa il perno linguistico del suo lavoro che integra luce, fotografia, installazione, performance e video.
Esposizioni personali in Svizzera, a Trieste, Genova, Torino, Nuova Gorica, Ferrara, Novara.
Numerose collettive presso gallerie e prestigiosi spazi pubblici a Genova, Torino, Novara (per il Premio Nazionale di Pittura e Scultura Palazzo dei Musei Civici del Broletto vince la targa Provincia di Novara),Vigevano, Ferrara, poi a Helsinki, a Varna, a Parigi.
Partecipa a Video Festival in Italia: a Torino, Siena, Napoli (vincitrice alla seconda edizione del Magmart) e all’estero: Neubrandenburg (Germania), Szczecin (Polonia), Marsiglia, New York, Philadelphia, in Indiana (USA), in Romania.
Le sue istallazioni sono linee luminose, fosforescenti quasi trasparenti. Forme pure, lontane da ogni tipo di deriva sentimentale. Vettori di forza ed energia: il naturalismo astratto è la sua grammatica. Si accendono in un grande vuoto spaziale e ci obbligano a guardare oltre che intorno a noi anche dentro di noi. (Giovanni Cordero)
Uso la luce così illumino il buio. Quasi sempre lo coloro per inventare nuovi spazi in cui muoversi, respirare, meravigliarsi, pensare. Anche riposare. Si sa che è un’illusione, che è irreale, solo temporaneo ma tutto ciò genera emozioni, energia. E io lavoro con l’energia, la luce, lavoro sulle trasparenze, la fragilità e la leggerezza del vetro. Penso e disegno, segni precisi, incisivi, forme essenziali, primarie e in seguito tutto diventa luce. E così inizia il viaggio, un viaggio da sperimentare, in continua evoluzione, in grado di trasformarsi in un luogo di vissuto e di esperienze. Mi piace coinvolgere lo spettatore, permettergli di interagire, sviluppare una nuova percezione di spazio in modo da avviare un processo di comunicazione e di riflessione, e la sensibilità che ne deriva è determinante nei confronti del lavoro. Molte volte, nelle installazioni luminose, inserisco elementi che rimandano al rapporto con la società, ai suoi drammi, alle sue contraddizioni e nevrosi, al sistema consumistico e capitalistico che fa di noi degli adepti spesso senza possibilità di scelta. (Maya Zignone)
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Dal 2002 è impegnata in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio.
La multimedialità diventa il perno linguistico del suo lavoro che integra luce, fotografia, installazione, performance e video.
Esposizioni personali in Svizzera, a Trieste, Genova, Torino, Nuova Gorica, Ferrara, Novara.Numerose collettive presso gallerie e prestigiosi spazi pubblici a Genova, Torino, Novara (per il Premio Nazionale di Pittura e Scultura Palazzo dei Musei Civici del Broletto vince la targa Provincia di Novara),Vigevano, Ferrara, poi a Helsinki, a Varna, a Parigi.
Partecipa a Video Festival in Italia: a Torino, Siena, Napoli (vincitrice alla seconda edizione del Magmart) e all’estero: Neubrandenburg (Germania), Szczecin (Polonia), Marsiglia, New York, Philadelphia, in Indiana (USA), in Romania.
Le sue istallazioni sono linee luminose, fosforescenti quasi trasparenti. Forme pure, lontane da ogni tipo di deriva sentimentale. Vettori di forza ed energia: il naturalismo astratto è la sua grammatica. Si accendono in un grande vuoto spaziale e ci obbligano a guardare oltre che intorno a noi anche dentro di noi. (Giovanni Cordero)
Uso la luce così illumino il buio. Quasi sempre lo coloro per inventare nuovi spazi in cui muoversi, respirare, meravigliarsi, pensare. Anche riposare. Si sa che è un’illusione, che è irreale, solo temporaneo ma tutto ciò genera emozioni, energia. E io lavoro con l’energia, la luce, lavoro sulle trasparenze, la fragilità e la leggerezza del vetro. Penso e disegno, segni precisi, incisivi, forme essenziali, primarie e in seguito tutto diventa luce. E così inizia il viaggio, un viaggio da sperimentare, in continua evoluzione, in grado di trasformarsi in un luogo di vissuto e di esperienze. Mi piace coinvolgere lo spettatore, permettergli di interagire, sviluppare una nuova percezione di spazio in modo da avviare un processo di comunicazione e di riflessione, e la sensibilità che ne deriva è determinante nei confronti del lavoro. Molte volte, nelle installazioni luminose, inserisco elementi che rimandano al rapporto con la società, ai suoi drammi, alle sue contraddizioni e nevrosi, al sistema consumistico e capitalistico che fa di noi degli adepti spesso senza possibilità di scelta. (Maya Zignone)
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24/06/11
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