30/06/11

Paolo Saccheri

Paolo Saccheri esprime attraverso la sua fotografia una grande e inesauribile curiosità verso ciò che lo circonda. Le immagini che coglie sono spesso legate alla scena sociale, alla vita altrui cercando di mettere in luce nelle persone e nelle cose aspetti marginali visibili attraverso segni, e non simboli, che lascino aperta la loro interpretazione. Il tentativo è di mostrare con rispetto la variabilità di ciò che valutiamo difforme o conforme ai nostri canoni.


L'obiettivo è di allargare lo spettro delle visioni dello spettatore con una prospettiva diversa degli elementi e degli eventi che quotidianamente lo circondano. Dischiudere allo sguardo attento una realtà complessa che si cela dietro a tratti fotografici semplici. Fare conoscere relazioni nuove tra (o con) i personaggi o le cose che popolano le sue fotografie che parlano di quotidianità.

Nelle sue fotografie non c’è messa in posa o costruzione degli elementi che la compongono perché esse stesse traggono ragion d’essere da quei dettagli che la vita ci propone.
Con immagini in forma di Polaroid propone "Promemoria in caso di smarrimento", uno sguardo su quella sensazione, nelle relazioni e nelle individualità, che si rivela osservando dettagli o segni di mancanza indefinita. Mette così al centro un certo vissuto contemporaneo attraverso una forma (quella della Polaroid appunto) che necessita maggiore attenzione e nel contempo ne alleggerisce le sensazioni.



Il sito web di Paolo Saccheri



Lino di Vinci


Lino Di Vinci, laureato presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, esercita da molti anni l'attività artistica a livello professionale. 


Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia (Milano, Torino, Roma, Genova, Bologna, Firenze, ecc.) e all’estero (Tokyo, Parigi, Berlino, Gand, Nizza, Lugano, Londra,ecc.).
Da alcuni anni l’attività artistica procede in parallelo al percorso di art designer favorendo contaminazioni creative tra i due mondi e accorciando la distanza tra arte e quotidiano.


“(…) Di Vinci parte ogni volta da leggeri segni graffiati, di norma in chiaro su fondi più scuri, per dare vita a visioni di un fluido inframondo brulicante di forme di vita elementari ma non banali, immerse in misteriose attività danzanti. E, per via dei ritmi e dei rimandi interni alle rispettive composizioni figurative, è leggibile in tutto ciò una chiara sottotraccia musicale, forse minimalista, forse psichedelica. (…)”. Ferruccio Giromini

Il sito sito web di Lino Di Vinci



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29/06/11

Alfredo Zamorica

Dal 1970 Alfredo Zamorica (Genova 1947) lavora su diversi materiali, alcuni tipici della scultura tradizionale come marmo, legno, ferro, altri raccolti e assemblati; in queste composizioni l’artista interviene con fuoco, aria calda, chiodi ed altri strumenti. Una ricerca volta a ricondurre il contemporaneo alla sua cellula generatrice, unità fra l’antico, il primitivo e il moderno, impulso a elaborare e ricomporre reperti urbani e naturali. Promiscuità fra materiali arcaici e industriali che nasce spesso da oggetti diventati rifiuti, frammenti scartati e apparentemente morti, ai quali il lavoro di Zamorica ridona dignità. (Luca Bochicchio).



26/06/11

Maya Zignone

Nata a Genova, si diploma al liceo Artistico e frequenta per un periodo l’Accademia di Belle Arti, specializzandosi successivamente in ceramica a Faenza e in grafica e comunicazione visiva a Milano e Genova. 
Dal 2002 è impegnata in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio.
La multimedialità diventa il perno linguistico del suo lavoro che integra luce, fotografia, installazione, performance e video.

Esposizioni personali in Svizzera, a Trieste, Genova, Torino, Nuova Gorica, Ferrara, Novara.
Numerose collettive presso gallerie e prestigiosi spazi pubblici a Genova, Torino, Novara (per il Premio Nazionale di Pittura e Scultura Palazzo dei Musei Civici del Broletto vince la targa Provincia di Novara),Vigevano, Ferrara, poi a Helsinki, a Varna, a Parigi.
Partecipa a Video Festival in Italia: a Torino, Siena, Napoli (vincitrice alla seconda edizione del Magmart) e all’estero: Neubrandenburg (Germania), Szczecin (Polonia), Marsiglia, New York, Philadelphia, in Indiana (USA), in Romania. 



Le sue istallazioni sono linee luminose, fosforescenti quasi trasparenti. Forme pure, lontane da ogni tipo di deriva sentimentale. Vettori di forza ed energia: il naturalismo astratto è la sua grammatica. Si accendono in un grande vuoto spaziale e ci obbligano a guardare oltre che intorno a noi anche dentro di noi. (Giovanni Cordero)


Uso la luce così illumino il buio. Quasi sempre lo coloro per inventare nuovi spazi in cui muoversi, respirare, meravigliarsi, pensare. Anche riposare. Si sa che è un’illusione, che è irreale, solo temporaneo ma tutto ciò genera emozioni, energia. E io lavoro con l’energia, la luce, lavoro sulle trasparenze, la fragilità e la leggerezza del vetro. Penso e disegno, segni precisi, incisivi, forme essenziali, primarie e in seguito tutto diventa luce. E così inizia il viaggio, un viaggio da sperimentare, in continua evoluzione, in grado di trasformarsi in un luogo di vissuto e di esperienze. Mi piace coinvolgere lo spettatore, permettergli di interagire, sviluppare una nuova percezione di spazio in modo da avviare un processo di comunicazione e di riflessione, e la sensibilità che ne deriva è determinante nei confronti del lavoro. Molte volte, nelle installazioni luminose, inserisco elementi che rimandano al rapporto con la società, ai suoi drammi, alle sue contraddizioni e nevrosi, al sistema consumistico e capitalistico che fa di noi degli adepti spesso senza possibilità di scelta. (Maya Zignone)


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24/06/11

notte della poesia


 photo © Paolo Saccheri

Hans H. Schwendener

"Fumettista, scultore, scenografo per il teatro e per il cinema, infine pittore: una carriera lunga, senza dubbio. Hans Schwendener è nato a Buchs (San Gallo, Svizzera) nel 1947, eppure non si trova nella sua arte quello che ci si aspetterebbe da un artista svizzero nato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, o meglio, non solo questo.


I suoi studi sull’uomo, sul linguaggio e sulla tradizione dell’arte si risolvono immancabilmente in un estro personale che contraddistingue tutta la ricerca di Schwendener. Quando, nel 1999, si trasferisce nel centro storico genovese, l’artista ha alle spalle una lunga esperienza: scultore scenografo per il teatro Schauspielhaus di Zurigo e stimato vignettista per una nota rivista svizzera (la WOZ).

L’osservazione della città portuale si ripete quotidianamente da quasi otto anni, nei carboncini e nelle tavole che raffigurano prostitute, passanti, amanti di diverse etnie, i pigmenti dei volti umani sono i colori dei vicoli e le architetture che strozzano la vita sono sempre intuibili anche se mai esplicite." Luca Bochicchio.


22/06/11

Isabel Consigliere

Dopo la maturità classica studia scenografia con Gianni Polidori e Emanuele Luzzati, di cui diventa assistente per oltre 12 anni presso il Teatro della tosse di Genova, realizzando anche numerosi progetti fuori dell'ambito teatrale. Dedicandosi, poi, principalmente, alla scultura in carta, ha partecipato a diverse mostre personali e collettive.

qui sopra una immagine della sua mostra "Per la sopravvivenza" alla Galleria Studio 44. L'artista, oltre che alla carta di cui sono state create la maggior parte delle sue sculture ricorre ad un materiale inaspettato che rappresenta così bene il significato della parola anima: i pappi di tarassaco, ovvero i semi dei “soffioni”. Questi semini dall'aspetto fragile e delicato, che però riescono a resistere e farsi trasportare dalla forza del vento, li ha incollati uno ad uno sia sui corpi di cartapesta, formando così delle "protezioni" ai punti delicati del corpo come le spalle o la pancia, sia su un gilet e su una cuffietta cuciti in un tessuto trasparente, creando quindi un effettivo vestiario "per la sopravvivenza" che esprime una tale fragilità e delicatezza da togliere il fiato, ma allo stesso tempo dimostra la tenacia e pazienza dell'artista che si è immersa in questo lavoro meditativo che è durato mesi. La bellezza del risultato è emozionante. La nostra anima viene ritrovata e finalmente sollevata grazie ai pappi di tarassaco di Isabel Consigliere. Marie Honzicova

Qui sotto due immagini dal suo progetto "Favole?"






Il sito di Isabel Consigliere


09/06/11

Paolo Lorenzo Parisi

Paolo Lorenzo Parisi  (Genova 1956)
Incontra l'arte contemporanea con la pittura e in seguito arricchisce la sua vitale espressione concettuale attraverso installazioni, performance, elaborazioni di foto digitali.
Ha esposto in molte mostre collettive e personali, in Italia e all'estero.
Sue opere sono state battute all'asta e fanno parte di collezioni private e pubbliche.




Qui sopra la serie "avanti c'è posto"